
Nel mio percorso di studio e pratica, ho notato che esistono due grandi categorie di atteggiamento verso questa patologia così diffusa: il primo è quello di voler far finta che non esista, il secondo è quello che porta ad affrontare il problema con determinazione.
Ovviamente ci sono poi sfumature intermedie tra questi due comportamenti.
Quindi tu, sei tigre o struzzo?
Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

L'atteggiamento dello struzzo è quello di mettere la testa sotto la sabbia e credere che il mondo esterno non esista più solo per il fatto che non lo può vedere.
Quando arriva l'attacco di emicrania, lo struzzo vuole ritirarsi lontano da tutto, desidera che il dolore passi al più presto magari da solo senza dover intervenire in qualche modo.
Poi, ovviamente, capita che prenda farmaci o altri rimedi, perché purtroppo anche con la testa sotto la sabbia il dolore non passa.
Siccome tutti noi vorremmo che il dolore passi al più presto indipendentemente dalla nostra attitudine, la caratteristica dello struzzo si denota soprattutto quando sta bene.
Infatti, quando il dolore è ormai lontano, lo struzzo non vuole neanche pensare che è stato male, vuole rimuovere il fatto accaduto e la sua mente non può concepire che l'emicrania possa ritornare.
Tipico di questo comportamento è proprio evitare l'argomento. Quando qualcuno gli chiede cosa fa per stare meglio, se è stato dal medico o dallo specialista, o che azioni sta portando avanti per migliorare la sua situazione, lo struzzo fa di tutto per cambiare argomento o fa in modo che la conversazione sia il più breve possibile.
Se solo sapesse che al posto di mettere la testa sotto la sabbia potrebbe massaggiarla per stare meglio?

Al contrario, l'atteggiamento della Tigre è quello di attaccare e di "aggredire" il problema.
Quando arriva l'episodio di emicrania si muove il più veloce possibile verso la soluzione. Nell?esperienza con i miei studenti, ho visto come questo approccio proattivo possa fare la differenza.
Ovviamente, anche la tigre desidera che l'attacco passi al più presto e per questo fa di tutto per combattere il dolore, utilizza tutti i farmaci o rimedi naturali che conosce e, per quello che è possibile data la situazione difficile di dolore, fa azioni per stare meglio. In altre parole le prova tutte, e non si dà per vinto.
Quando la tigre sta bene, continua a muoversi, a stare in azione ed esplora anche altre possibilità per stare meglio e per combattere la "bestia". Potrebbe provare rimedi naturali come l'olio di menta piperita applicato localmente sulle tempie, o tecniche di auto-massaggio che possono contribuire significativamente a ridurre il mal di testa già dopo 15 minuti.
Quando il dolore è assente la tigre fa ricerche, è felice di parlare con altri per scoprire se ci sono rimedi e soluzioni che non ha ancora provato.
Poi ci sono anche altre sfumature, siamo umani e non può essere tutto bianco o nero. Magari dipende dai periodi o, siccome nella vita si cambia, può essere che hai già sperimentato entrambi questi atteggiamenti.
Qualunque sia la tua situazione credo sia importante esserne cosciente per poter migliorare. Ho imparato che conoscere i propri fattori scatenanti dell'emicrania, i cosiddetti "trigger", è fondamentale, poiché possono variare notevolmente da persona a persona. E lo sai, tenere un diario del mal di testa può rivelarsi molto utile per identificarli.
Nessun atteggiamento portato all'estremo è produttivo, né far finta che il problema non esista evitando di affrontarlo, né provarle un po' tutte compulsivamente senza una logica e magari senza prendersi il tempo affinché i trattamenti facciano il loro effetto.
Quindi come sempre nella vita un po' di equilibrio può aiutare.
Tu in quale di questi atteggiamenti ti rispecchi di più? Struzzo o tigre?
O forse hai un modo tutto tuo per rapportarti con l'emicrania, qual è?
Scrivimi la tua esperienza nei commenti qui sotto!
Ci può avvicinare in questo cammino!
Scrivimi la tua esperienza