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Ciao, oggi voglio parlarti di un aspetto che spesso viene sottovalutato ma che può influenzare profondamente la tua gestione dell?emicrania e del mal di testa.


?Sono un emicranico? e ?soffro di emicrania??


Ti sei mai chiesto se c?è differenza tra dire ?sono un emicranico? e ?soffro di emicrania?? All?apparenza sembrano due modi equivalenti di esprimere il dolore cronico che vivi, ma in realtà il linguaggio che usi può cambiare il tuo benessere emotivo e la qualità della vita.

Quando anni fa affrontavo l?emicrania in solitudine, senza confrontarmi con altre persone nella mia stessa situazione, durante un attacco mi dicevo semplicemente ?ho mal di testa?. Era una definizione generica, che non mi portava a riflettere su come mi rapportavo davvero a questa condizione. Poi, frequentando gruppi di supporto e leggendo le esperienze di chi convive con il dolore cronico, ho iniziato a sentire espressioni diverse. Una in particolare mi ha colpito: ?sono emicranico?.




Perché è importante questa differenza


All?inizio questa frase mi sembrava pratica e diretta. L?ho usata anche io, senza pensarci troppo. Ma col tempo, grazie anche alle mie conoscenze di programmazione neuro linguistica, ho capito che dire ?sono emicranico? significa identificarti completamente con la malattia, farla diventare parte della tua identità. È come se tutto il resto passasse in secondo piano, come se l?emicrania fosse la tua unica caratteristica.

Al contrario, dire ?soffro di emicrania? cambia prospettiva: riconosci che hai una condizione, che la vivi e la affronti, ma non sei definito da essa.

Tu sei molto di più della tua emicrania, della tua resilienza, delle strategie che metti in campo ogni giorno per la gestione del dolore.

Pensa a quando hai mal di pancia: dici ?ho mal di pancia?, non ?sono mal di pancia?. O chi ha la varicella: ?ho la varicella?, non ?sono varicella?.

Magari starai pensando: ?Sì, ma dall?emicrania non si guarisce, è una condizione cronica, ereditaria, che non ha via d?uscita?. Capisco perfettamente questa sensazione, ma ti faccio un esempio ancora più forte: chi ha un tumore non dice ?sono cancerogeno?, ma ?ho un tumore?, anche se sa che potrebbe tornare.

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Quello che pensi forma quello che sei


Forse ti sembra una questione di poco conto, ma il linguaggio che usi ogni giorno ha un effetto potente sulla gestione del dolore e sulla percezione della tua resilienza.

Ogni volta che ti dici ?sono emicranico?, rafforzi dentro di te l?idea che questa condizione sia la tua essenza.

Prova a notare quante volte usi questa espressione e con quale emozione: quanta pesantezza o rassegnazione ci metti?

Ricorda che anche se l?emicrania ti accompagna da tanto tempo, magari dall?infanzia o dall?adolescenza, prima non c?era.

E anche se oggi sembra impossibile, nessuno può sapere cosa accadrà domani.

Tu sei molto di più della tua emicrania e puoi lavorare ogni giorno sul benessere emotivo, sulla gestione dello stress, sulle tecniche di rilassamento, allungamento e sull?automassaggio per migliorare la qualità della tua vita.


Prendere consapevolezza di questa piccola differenza può aiutarti a mettere distanza dalla sofferenza e a vivere la tua condizione con più leggerezza e speranza. Essere realistici è importante, ma non ti impedisce di vedere le cose con un pizzico di positività.